Tema: Osservate quanti disordini
Canto iniziale: Dio nascosto
Am 3,8-15
Ruggisce il leone:
chi non tremerà?
Il Signore Dio ha parlato:
chi non profeterà?
Fatelo udire nei palazzi di Asdod
e nei palazzi della terra d’Egitto e dite:
“Adunatevi sui monti di Samaria
e osservate quanti disordini sono in essa
e quali violenze sono nel suo seno”.
Non sanno agire con rettitudine
– oracolo del Signore –;
violenza e rapina accumulano nei loro palazzi».
Perciò così dice il Signore Dio:
«Il nemico circonderà il paese,
sarà abbattuta la tua potenza
e i tuoi palazzi saranno saccheggiati».
Così dice il Signore:
«Come il pastore strappa dalla bocca del leone
due zampe o il lobo d’un orecchio,
così scamperanno i figli d’Israele
che siedono a Samaria
nell’angolo di un letto,
sulla sponda di un divano.
Ascoltate e attestatelo nella casa di Giacobbe,
oracolo del Signore Dio, Dio degli eserciti:
Quando colpirò Israele
per i suoi misfatti,
colpirò gli altari di Betel;
saranno spezzati i corni dell’altare
e cadranno a terra.
Demolirò la casa d’inverno
insieme con la casa d’estate,
e andranno in rovina le case d’avorio
e scompariranno i grandi palazzi».
Oracolo del Signore.
Di fronte alla Parola ognuno è invitato a riconoscere le proprie reazioni, le domande e i pensieri.
I capitoli 3-6 contengono delle accuse che il profeta rivolge in riferimento a vari aspetti dell’iniquità di Israele.
In questo passaggio sono denunciate le ingiustizie che il popolo compie rispetto al lusso e al culto. Il profeta però non si limita a denunciare, ma chiama anche a testimoni, e in questo modo avverte, anche l’Assiria (= Asdod) e l’Egitto, le due superpotenze del tempo.
Am 3,8-15
Commento
Il profeta comincia a portare alla luce il progetto di Dio, anche se Israele non ha coscienza e non si accorge del proprio peccato.
Negli oracoli è annunciata la distruzione dei palazzi, che rappresentano i luoghi della sicurezza e del lusso. Del popolo rimarrà ben poco: qualche brandello, solo un resto piuttosto malconcio. In seconda battuta, il profeta denuncia la miseria morale e spirituale del popolo, la cui devozione è vuota, perché non cambia la vita.
Non è più possibile ripararsi vicino all’altare, per ottenere l’immunità dalla denuncia. In Israele si è ormai fatta strada una religiosità di facciata, che copre le violenze, le comodità e l’oppressione dei deboli. Si è creata dunque una situazione in cui ci sono pochi ricchi e molti sprechi, in cui si è perso il pudore di mostrare vizi e difetti. Nelle parole di Amos si avverte la nausea per la religiosità ipocrita dell’aristocrazia gaudente di Samaria.
Allo stesso tempo si vede che Dio non rimane indifferente rispetto allo sfascio che il piacere della vita di alcuni provoca nella vita di molti. Il Signore ha a cuore i deboli e gli ultimi e per questi può sacrificare il suo popolo prediletto. Mail popolo non ha coscienza della propria responsabilità, convinto ancora di essere il preferito del Signore.
Dio guarda il comportamento del popolo rispetto ai deboli, rispetto a coloro che non possono far niente e viene dunque presentato come Dio morale, cioè come apertamente schierato dalla parte dei deboli, rispetto ai quali richiama ognuno alle proprie responsabilità.